Loredana Berte'

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LOREDANA BERTE'

Nel 1982 ottiene consensi clamorosi al Festivalbar con Non sono una signora, suo vero manifesto musicale scritto da Ivano Fossati e incluso nel long playing Traslocando, prodotto sempre da Fossati e ancora una volta registrato negli Usa (con la partecipazione ai cori di Mia Martini).

Con Traslocando, la Bertè passa da una vendita media di 50.000 copie per LP a un risultato che supera le 200.000 unità. L'album presenta picchi di qualità (e di vendite) mai raggiunte fino a quel momento dalla cantante: contiene Per i tuoi occhi (secondo singolo estratto) e Stella di carta di Maurizio Piccoli; Stare fuori, Traslocando e J'adore Venice sono firmate da Ivano Fossati, e poi una splendida Notte che verrà di Mia Martini e Guido Guglielminetti.

Successivamente la CGD pubblica Lorinedita, un album che contiene nove brani inediti appartenenti alle sessioni dei precedenti lavori discografici. Tra i brani spiccano Professore, dedicato al difficile rapporto col padre, Risveglio e Al mercato dell'usato.

Appare brevemente (nel ruolo di sé stessa) nel film di Marco Ferreri Storia di Piera.

Nel 1983 incide Il mare d'inverno di Enrico Ruggeri, una delle prove più importanti della sua carriera, inserita nell'album Jazz, che segna il passaggio alla multinazionale CBS. L'album, ancora una volta prodotto da Ivano Fossati, ottiene unanimi consensi dalla critica e ottimi riscontri di vendite. Fu registrato tra Londra e New York con l'apporto di alcuni tra i più importanti musicisti americani del momento (Yogi Horton, Tinker Barfield, Harry Withaker, Doc Powell): la title-track Jazz segna anche l'incontro tra la Bertè e il musicista brasiliano più in voga del momento, e cioè Djavan.

Si esibisce anche al Madison Square Garden e al Ritz, celebre club del Greenwich Village a New York. Si moltiplicano le apparizioni televisive negli show più importanti (Fantastico, ecc...) in cui è sempre la vedette n.1. I suoi dischi circolano in mezza Europa, e persino la televisione russa si occupa di lei con uno special incentrato sulle sue canzoni.

Il 30 dicembre 1983 sposa a St. Thomas, nelle isole Vergini, Roberto Berger, erede di una ricca famiglia di imprenditori svizzeri. Lui ha dieci anni meno di lei e non vivranno mai stabilmente insieme. Il matrimonio naufragherà nel giro di qualche anno.

Nel 1984 esce un altro raffinatissimo album, Savoir faire, il terzo consecutivo prodotto da Ivano Fossati (che nei crediti appare come Il Volatore, segno di un'ultima, sofferta, collaborazione) a cui partecipa anche Phil Palmer. Spiccano una sua personalissima versione di Ragazzo mio di Luigi Tenco, Una sera che piove (scritta per lei da Bernardo Lanzetti), un'altra grande interpretazione di un brano di Enrico Ruggeri (Non finirà), e una splendida Petala, secondo omaggio a Djavan.

Nel 1985 lavora a quello che forse è il suo lavoro più ambizioso, realizzandolo anche in veste di produttrice: un disco incentrato sul repertorio di Djavan, artista a metà fra la tradizione brasiliana ed il rock. L'album Carioca viene dunque registrato in lingua portoghese, ma verrà pubblicato in italiano con gli adattamenti di Bruno Lauzi ed Enrico Ruggeri. Uno dei più importanti capitoli della sua carriera viene sancito dal successo del singolo Acqua (remake di una canzone del 1978 del cantautore afro-brasiliano Djavan - album omonimo), sigla d'apertura del Festivalbar, che la vede ancora una volta protagonista assoluta.

Nello stesso anno prende parte al progetto discografico di beneficenza in favore dell'Africa, cantando Nel blu dipinto di blu, insieme ad altri artisti italiani.

Nel 1986 è grandissima l'attesa per la sua prima partecipazione al Festival di Sanremo col brano Re (scritta da Mango e arrangiata da Beppe Cantarelli): il pancione finto con cui si esibisce la prima serata desta molto scalpore, conquistando, il giorno dopo, le prime pagine di tutti i quotidiani nazionali.

Nel complesso la sua performance sembra riprendere la tematica artistica di Gustav Klimt sulla donna nelle sue diverse sfaccettature (in gravidanza, nella vita quotidiana e femme fatale). Data per favorita alla vigilia, deve accontentarsi di un nono posto. In pochi minuti, con una coreografia pensata per lei da Franco Miseria, infrange due tabù nel tempio della musica tradizionale italiana: quello del protocollo e quello della maternità. I dissensi generati dalla sua esibizione spingono la CBS a rompere il contratto e sfuma così il progetto di un album con la collaborazione di Mango.

Esce comunque la raccolta Fotografando... i miei successi, e la stessa Fotografando (lato B di Re) viene presentata in molte trasmissioni televisive, riscuotendo un buon successo nelle radio e al Festivalbar.

Dopo un anno sabbatico, è di nuovo in gara al Festival di Sanremo 1988 con Io, che anticipa un omonimo album dalle atmosfere più pop, realizzato a San Francisco, in California, con la produzione di Corrado Rustici che ne cura gli straordinari arrangiamenti.

Dall'album vengono estratti i singoli La corda giusta e Angelo amerikano, presentati al Festivalbar da una Bertè sempre più eccentrica.

L'anno successivo il mensile musicale Rockstar inserisce l'album Traslocando tra i 100 migliori dischi del decennio e tra i primi dieci della produzione musicale italiana.

LE CANZONI DI LOREDANA BERTE' IN PROGRAMMAZIONE SU RADIO35

- Il mare d'inverno
- Fotografando
- Acqua
- Ragazzo mio
- Una sera che piove
- Jazz
- In questa citta'
- Sei bellissima
- Non sono una signora
- Per i tuoi occhi
- Buongiorno anche a te
- Mi manchi
- Stiamo come stiamo (con Mia Martini)
- Amici non ne ho
- Luna
- Re
- Io
- In alto mare
- Dedicato
- Ninna nanna
- E la luna busso'
- Diverse liberta'

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